Qualità

La qualità è l’insieme delle caratteristiche di un prodotto o di un servizio che gli permettono di soddisfare le esigenze espresse o implicite degli utilizzatori.

L’elemento focale della cultura della qualità è la soddisfazione delle esigenze materiali, sociali ed economiche, proprie di tutte le parti interessate e cioè clienti, utenti, consumatori, lavoratori, azionisti, fornitori, la collettività in genere: gli stakeholders.

La qualità dev’essere progettata, costruita, erogata, garantita, mantenuta nel tempo, tramite adeguati processi.

La realizzazione della qualità è un obiettivo strategico, da perseguire con: 
- ottimizzazione dei prodotti e processi
- gestione e controllo di tutte le attività connesse con la produzione di beni e servizi.

Le esigenze che la qualità deve soddisfare possono essere: di carattere primario (salute e sicurezza delle persone) o di natura accessoria (relative allo sviluppo del sistema economico ed al benessere della società - adeguata gestione dei processi produttivi, qualità di sistema, adeguate prestazioni, affidabilità e durata dei prodotti…).

 

1 - Certificazione di sistema UNI EN ISO 9001:2015

Cos’è
E’ l’assicurazione scritta, rilasciata da una parte terza come un ente di certificazione, che garantisce la conformità del sistema di gestione della qualità alla norma internazionale UNI EN ISO 9001.


Chi si può certificare

La norma UNI EN ISO 9001 che descrive il sistema di gestione della qualità si applica a tutte le organizzazioni indipendentemente dal tipo, dal prodotto o servizio e dalla loro dimensione.


Obiettivo

  • Avere a disposizione un strumento per la gestione dell’azienda
  • Costruire un modello organizzativo: individuando e razionalizzando i processi strategici, quelli operativi e quelli di supporto, i loro parametri caratteristici, gli indicatori di valutazione e i risultati da raggiungere.


Vantaggi

  • Crescere la cultura organizzativa
  • Applicare la logica sistemica alla gestione dell’azienda
  • Disporre di uno strumento riconosciuto e utilizzato a livello internazionale per la valutazione di efficacia e di efficienza dell’azienda
  • Saper eseguire audit della qualità (e non solo)

 

 Le principali differenze con l'edizione ISO9001:2008

  • La struttura della norma cambia radicalmente e diventa comune a quella della nuova edizione della norma ISO14001, diventeranno così tutte le norme di sistema. E’ la HLS High Level Structure
  • Analisi di contesto: l’organizzazione deve determinare i fattori esterni ed interni rilevanti per le sue finalità
  • Risk Based Thinking: in funzione del proprio contesto l'organizzazione deve individuare i propri rischi e le opportunità pianificando le azioni conseguenti
  • Diminuiscono  alcuni requisiti prescrittivi a favore della capacità di dare evidenza di ciò che si pianifica, si esegue e si controlla e di come si reagisce: il ciclo PDCA

 

2 - La struttura del sistema qualità UNI EN ISO 9001:2015


 

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Sicurezza

La sicurezza è un argomento di cui si parla molto in azienda e che spesso viene subìto invece di utilizzato come strumento di conoscenza e di sviluppo delle competenze anche operative.

L’aspetto cogente, obbligatorio, della sicurezza è quello descritto nel D.Lgs.81/08 che richiede numerosi adempimenti fra i quali il più noto è la redazione del documento di valutazione dei rischi dal quale derivano tutte le azioni di eliminazione, riduzione, contenimento dei rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori.

L’aspetto volontario della sicurezza è quello della norma OHSAS18001 che descrive i requisiti di un sistema di gestione della sicurezza. Un sistema di gestione della sicurezza, ha uno scopo organizzativo poiché definisce una struttura il cui funzionamento garantisce la soddisfazione degli adempimenti richiesti dalla legge.

La principale differenza fra lo standard OHSAS18001 ed i requisiti del D.Lgs.81/08 è che la norma contiene il principio del miglioramento continuo che, se efficacemente applicato, garantisce la conformità ai requisiti legislativi e alle politiche di sicurezza specificate.

---------- SICUREZZA D.LGS.N.81/08 -----------

Il D.Lgs.81/2008 costituisce la legislazione fondamentale italiana relativamente alla prevenzione sui luoghi di lavoro e comprende quasi tutto ciò che l’ha preceduto sulla salute, l’igiene e la sicurezza sul lavoro. Prescrive misure di tutela in tutte le aziende, grandi e piccole, pubbliche e private.
Solo alcuni ambiti particolari mantengono la loro normativa specifica al di fuori del D.Lgs.81/08 e sono, ad esempio la prevenzione degli incidenti rilevanti – direttiva “Seveso” , gli obblighi di tutela delle lavoratrici in gravidanza – D.Lgs.151/2001, la disciplina sulle radiazioni ionizzanti – D.Lgs.230/95.

Il D.Lgs.81/2008 stabilisce alcuni principi relativamente innovativi e introduce i soggetti della sicurezza.

1 - LA VALUTAZIONE DEI RISCHI

D.Lgs.n.81/2008 Tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro
La valutazione dei rischi - VDR

Il D.Lgs. 81/08 obbliga il datore di lavoro ad eseguire e mantenere aggiornata una valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori.

Chi scrive la VDR ?

Eseguire la valutazione dei rischi e gestirla è un obbligo del datore di lavoro. Il decreto si applica alle aziende di tutti i settori di attività, a tutte le tipologie di rischio, a tutti i lavoratori indipendentemente dalla dimensione dell’azienda. 

Obiettivo

  • Gestire la sicurezza sul lavoro
  • Individuare i pericoli, valutare i rischi, eliminarli o ridurli e gestire i rischi residui
  • Ridurre il numero e la gravità degli infortuni
  • Garantire la conformità dell’azienda ai requisiti del D.Lgs.81/08 art.28

Vantaggi

  • Ridurre al minimo, a zero i danni alle persone
  • Crescere la cultura della sicurezza
  • Organizzare ed alimentare le competenze e le conoscenze del personale

Come si fa

  • Verifica dell’esistente: documenti e audit in campo
  • Individuazione delle fonti di potenziale rischio
  • Elaborazione della valutazione dei rischi con il dettaglio della pianificazione degli interventi necessari
  • Informazione del personale sulla prevenzione dei rischi e la sicurezza sul lavoro
  • Formazione del personale sui rischi relativi alla propria mansione

 

 

 

2 - DUVRI

D.Lgs.n.81/2008 Tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro
DUVRI Documento unico di valutazione dei rischi da interferenza

Cos’è

E’ il documento con il quale si valutano i rischi che reciprocamente si generano fra due o più aziende che svolgono il proprio lavoro contemporaneamente.

E’ un unico documento e tutte le aziende coinvolte devono collaborare alla sua redazione.

Chi scrive il DUVRI

Il datore di lavoro che affida lavori, servizi e forniture ad un’impresa appaltatrice o a lavoratori autonomi all’interno della propria impresa, deve valutare se l’attività del fornitore genera rischi per i propri collaboratori e, viceversa, se la propria attivià genera rischi per i lavoratori del fornitore.

Nel caso in cui ci siano dei rischi derivanti dalla contemporaneità delle attività il datore di lavoro deve scrivere il Documento Unico di Valutazione di Rischi da Interferenza.

In caso contrario, il datore di lavoro documenta l'assenza di interfenza.


Obiettivo

  • Valutare i rischi reciproci
  • Prevenire i danni generati dalla potenziale interferenza fra le diverse attività di chi lavora insieme
  • Ridurre il numero e la gravità degli infortuni 
  • Gestire la sicurezza sul lavoro durante un appalto
  • Garantire la conformità dell’attività ai requisiti del D.Lgs.81/08 art. 26

Vantaggi

  • Organizzare ed alimentare le competenze e le conoscenze del personale

Come si fa

  • Verifica delle competenze del fornitore e delle relative evidenze
  • Individuazione delle fonti di potenziale rischio reciproco
  • Valutazione del rischio associato alle attività che saranno svolte del fornitore presso l’azienda
  • Pianificazione degli interventi necessari
  • Informazione del personale – dell’azienda e del fornitore - sulla prevenzione dei rischi generati dall’interferenza
  • Formazione del personale sui rischi generati dall’interferenza

Quando non si scrive il DUVRI

L’art.26 comma 3bis) definisce che non è necessario scrivere il DUVRI per lavori in appalto di durata inferiore a 5 uomini-giorno nell’arco di un anno dall’inizio dell’appalto.
A meno che l’appalto non comporti alcune tipologie di rischio grave accuratamente dettagliate.
Il significato della dicitura 5 uomini-giorno è la traduzione – maccheronica - della locuzione man/days e significa cha la durata del lavoro non dev’essere superiore a 5 giorni sommando tutti i giorni di lavoro per ogni persona che lavora a quell’attività.

Ad esempio:
- un lavoro di manutenzione che impegna 1 persona per 2 giorni in un anno vale 2 giorni/uomo e non richiede il DUVRI
- un lavoro di manutenzione che impegna 1 persona per 2 giorni per 3 volte in un anno vale 6 giorni/uomo e richiede il DUVRI
- il contratto di appalto delle pulizie che impegna 2 persone per mezza giornata alla settimana per tutto l’anno (48 settimane) vale 48 giorni/uomo e richiede il DUVRI

3 - Ruolo RSPP

D.Lgs.n.81/2008 Tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Responsabile del servizio di prevenzione e protezione

Chi è

E’ la figura individuata dal datore di lavoro che gestisce il servizio di prevenzione e protezione.
Salvo alcuni casi (art.31 c.6) il ruolo di RSPP può essere affidato a personale esterno all’azienda.


Cosa fa

Il servizio di prevenzione e protezione svolge i compiti dettagliati all’art.33 del D.Lgs.81/08 e cioè:

  • individua i fattori di rischio e ne esegue la valutazione sulla base della conoscenza dell’organizzazione
  • elabora le misure preventive e protettive e attua i sistemi di controllo di tali misure
  • elaborare le procedure di sicurezza per le varie attività aziendali
  • propone i programmi di informazione e formazione dei lavoratori
  • partecipa alla riunione periodica della sicurezza (art.35)
  • fornisce ai lavoratori le informazioni sui rischi presenti in azienda, sulle procedure di pronto soccorso, emergenza ed evacuazione, ecc. (art.36)

Quali competenze deve avere

Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione - RSPP – deve avere le capacità ed i requisiti professionali adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro, recita l’art.32 dettagliando quali titoli di studio sono necessari insieme alla frequenza a determinati corsi di formazione.
Il personale di Sagitta ha competenze adeguate allo svolgimento di questo ruolo in diversi settori merceologici.
Analoga formazione e requisiti professionali sono richiesti per gli Addetti al Servizio di Prevenzione e Protezione – ASPP.

 

----------- SICUREZZA OHSAS 18001 -----------

OHSAS 18001 è uno standard internazionale (OccupationalHealth and SafetyAssessmentSpecification) che definisce i requisiti di un sistema di gestione della salute e della sicurezza sul lavoro.

La norma OHSAS 18001 può essere adottata da qualsiasi organizzazione, di ogni settore merceologico, per ogni attività e ha lo scopo di rendere sistematici 

  • l’individuazione di tutti i pericoli presenti nell’operatività ordinaria e straordinaria
  • l’individuazione di tutti i rischi associati
  • e la loro gestione e cioè: eliminazione, minimizzazione, controllo.

Inoltre:

  • la certificazione OHSAS 18001 è riconosciuta come possibile sistema esimente dalle forme di responsabilità introdotte dal D.Lgs 231/01 come è previsto dal D.Lgs. 81/08 art. 30, comma 5).
  • INAIL riduce il premio assicurativo alle imprese che hanno realizzato azioni di prevenzione degli infortuni. Gli interventi che permettono di accedere alla riduzione del tasso di tariffa per prevenzione sono quelli previsti dal Modello OT 24.
    La certificazione OHSAS 18001 permette di ottenere il massimo punteggio necessario per lo sconto sul premio INAIL.

Certificazione di sistema OHSAS 18001:2007

Cos’è

E' l’assicurazione scritta rilasciata da una parte terza come un ente di certificazione, che garantisce la conformità del sistema di gestione della sicurezza alla norma internazionale OHSAS 18001:2007.

Chi si può certificare

La norma OHSAS 18001:2007 che descrive il sistema di gestione della sicurezza si applica a tutti i settori di attività e a tutte le tipologie di rischio indipendentemente dalle dimensioni dell’azienda.

Obiettivo

  • Avere a disposizione un sistema di gestione della sicurezza
  • Gestire la sicurezza con un approccio sistemico ai diversi aspetti che ne fanno parte: dalla redazione del documento di analisi dei rischi, al coordinamento di imprese esterne che lavorano in azienda, dalla formazione dei collaboratori, alla gestione dei quasi-incidenti.

Vantaggi

  • Crescere la cultura della sicurezza
  • Applicare la logica sistemica alla gestione di un argomento delicato, complesso (e sanzionato) come la sicurezza
  • Saper eseguire audit della sicurezza (e non solo)

Come si fa

  • Verifica dei documenti esistenti come dichiarazioni di conformità degli impianti, marcatura CE di macchine e attrezzature, disponibilità del certificato di provenzioni incendi e altri
  • Analisi della conformità legislativa:
    - mappatura dei requisiti cogenti per mettere a disposizione dell’azienda il dettaglio di direttive europee, leggi, decreti, regolamenti ai quali è vincolata
    - verifica della conformità dell’organizzazione ai requisiti di legge applicabili
  • Individuazione dei pericoli
  • Individuazione delle effettive fonti di rischio
  • Verifica dell’operatività come l’assegnazione dei ruoli e delle responsabilità, la gestione del rischio operativo, la formazione e le competenze del personale verso gli aspetti della sicurezza
  • Redazione delle procedure operative, del manuale del sistema sicurezza, della struttura della valutazione dei rischi
  • Applicazione pratica del sistema sicurezza con la registrazione delle attività

 

Formazione

La formazione che proponiamo nell’ambito sicurezza è quella obbligatoria, determinata dal D.Lgs.81/08 e da diversi Accordi Stato Regioni. Poiché i contenuti della formazione di base sono predeterminati, il nostro contributo è nei modi, nelle tecniche e nella gestione d’aula per renderla interessante e per niente passiva.
I contenuti della formazione specifica sono, invece, dettagliati a partire dal documento di valutazione del rischio e, ancora più del caso precedente, sono resi interattivi e coinvolgenti.

La formazione relativa alle norme tecniche ha lo scopo di illustrare i principi fondanti delle norme, facilitare la comprensione del linguaggio normativo, chiarire i requisiti illustrandoli con esempi e cioè, in sintesi avvicinare le norme alle pratiche operative delle organizzazioni.

---------- 1 - FORMAZIONE SICUREZZA

D.Lgs.n.81/2008 Tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Accordo Stato Regioni per la formazione dei lavoratori, dei preposti e dei dirigenti del 21 dicembre 2011 (art 37 del D.Lgs.n.81/2008)

Cos’è

E’ un’attività che dev’essere svolta per tutti i collaboratori dell’azienda – lavoratori, dirigenti e preposti - perché siano formati allo svolgimento del proprio lavoro e perché siano consapevoli delle modalità di gestione del rischio sul proprio luogo di lavoro.

Chi riceve la formazione

Tutti i lavoratori devono essere formati per un numero di ore proporzionato al livello di rischio dell’azienda, gli argomenti della formazione sono determinati dall’Accordo Stato Regioni.
I preposti e i dirigenti “della sicurezza” che hanno responsabilità della sicurezza nei confronti dei colleghi, devono avere più ore di formazione ed argomenti diversi.

Chi eroga la formazione

I criteri di qualificazione della figura del formatore per la salute e la sicurezza sul lavoro sono definiti dal Decreto Interministeriale del 6 /3/2013. Il personale di Sagitta ha l’esperienza e la competenza necessarie.

Chi garantisce la formazione
Il datore di lavoro, nell’ambito della gestione della sicurezza, deve assicurare a tutti i collaboratori un adeguato livello di formazione.

Obiettivo

  • Assicurare a tutti i collaboratori un adeguato livello di formazione sufficiente a renderli consapevoli dei pericoli presenti sul luogo di lavoro e della modalità di gestione del rischio con misure collettive e con misure individuali allo scopo di diminuire il più possibile qualsiasi tipo di danno.
  • Garantire la conformità dell’attività ai requisiti del D.Lgs.81/08

Vantaggi

  • Adempiere a un requisito legislativo, art.36 e 37 del D.Lgs.81/08
  • Crescere la cultura della sicurezza
  • Prevenire comportamenti pericolosi 

Come si fa

In funzione della valutazione di rischio si determinano le esigenze di formazione del personale


1.1 - Formazione generale dei lavoratori

 D.Lgs.n.81/2008 Tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Accordo Stato Regioni per la formazione dei lavoratori, dei preposti e dei dirigenti del 21 dicembre 2011 (art 37 del D.Lgs.n.81/2008)

A chi è rivolta

La formazione generale è rivolta a tutti i lavoratori, la definizione di lavoratori è contenuta nell'art.2.
Il corso di formazione generale ha la durata di 4 ore per tutti i settori ATECO che identificano le classi di rischio (allegato 2 dell’Accordo Stato-Regioni).

Obiettivo

Tutti i lavoratori devono ricevere a cura del proprio datore di lavoro una formazione sufficiente e adeguata in materia di salute e sicurezza. (art.37)

Durata

4 ore per tutti i settori

Contenuti

La Formazione Generale riguarda i concetti generali in tema di prevenzione e sicurezza sul lavoro:

  • concetti di rischio, danno, prevenzione, protezione
  • organizzazione della prevenzione aziendale
  • diritti, doveri e sanzioni dei vari soggetti aziendali
  • Il sistema istituzionale e gli organi di vigilanza, controllo, assistenza
  • I rischi riferiti alle mansioni e ai possibili danni
  • Le misure e procedure di prevenzione e protezione.

Validità del corso

La formazione generale dei lavoratori ha validità permanente.

Verifica finale 

La formazione generale prevede una verifica finale che può essere svolta mediante un questionario individuale, esercizi di gruppo o test teorici.

Attestato

Alla conclusione della formazione, i lavoratori ricevono un attestato.
L’attestato dev’essere redatto secondo i criteri specificati nell’Accordo Stato Regioni e secondo eventuali riferimenti legislativi regionali.

1.2 - Formazione specifica dei lavoratori

D.Lgs.n.81/2008 Tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Accordo Stato Regioni per la formazione dei lavoratori, dei preposti e dei dirigenti del 21 dicembre 2011 (art 37 del D.Lgs.n.81/2008)

A chi è rivolta

La formazione specifica è rivolta a tutti i lavoratori, la definizione di lavoratori è contenuta nell'art.2
Il corso di formazione specifica ha la durata di 4, 8, 12 ore a seconda del settori di rischio ATECO (allegato 2 dell’Accordo Stato-Regioni).

Obiettivo

Tutti i lavoratori devono ricevere a cura del proprio datore di lavoro una formazione sufficiente e adeguata in materia di salute e sicurezza.(art.37)

Durata

4 ore, per i settori della classe di rischio BASSO
8 ore, per i settori della classe di rischio MEDIO
12 ore, per i settori della classe di rischio ALTO
La classe di rischio BASSO, MEDIO e ALTO è indicata nell’allegato 2 dell’Accordo Stato Regioni in corrispondenza del codice ATECO dell’azienda.

Programma del corso

I contenuti della formazione specifica devono esserepersonalizzati sulla base dei rischi effettivamente presenti in azienda. In generale, gli aspetti da approfondire sono:

  • Rischio di infortuni
  • Rischi elettrici
  • Rischi da incendio ed esplosione
  • Cadute dall’alto, utilizzo di scale
  • Utilizzo di attrezzature, macchine
  • Rischio chimico, cancerogeno, mutageno
  • Rischio biologico
  • Rischi fisici: rumore, vibrazioni, radiazioni ottiche artificiali (ROA), campi elettromagnetici (CEM)
  • Ambiente di lavoro: microclima e illuminazione
  • Videoterminali
  • Dispositivi di protezione individuale (DPI)
  • Segnaleticadella sicurezza
  • Organizzazione del lavoro, stress lavoro-correlato
  • Movimentazione manuale carichi: apparecchi di sollevamento, mezzi trasporto
  • Gestione delle emergenze: procedure di esodo e di gestione degli incendi, procedure organizzative per il primo soccorso
  • Procedure di sicurezza con riferimento al profilo di rischio specifico
  • Incidenti e infortuni mancati

Validità del corso 

E’ richiesto un aggiornamento di 6 ore nell’arco dei 5 anni successivi all’erogazione. 
Vedere scheda 1.3 aggiornamento

Verifica finale 

La formazione specifica prevede una verifica finale che può essere svolta mediante un questionario individuale, esercizi di gruppo o test teorici

Attestato

Alla conclusione della formazione, i lavoratori ricevono un attestato.
L’attestato dev’essere redatto secondo i criteri specificati nell’Accordo Stato Regioni e secondoad eventuali riferimenti legislativi regionali.

1.3 - Formazione generale e specifica dei lavoratori - aggiornamento

D.Lgs.n.81/2008 Tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Accordo Stato Regioni per la formazione dei lavoratori, dei preposti e dei dirigenti del 21 dicembre 2011 (art 37 del D.Lgs.n.81/2008)

A chi è rivolta

Ai lavoratori che hanno già ricevuto la formazione generale e specifica e ai lavoratori che hanno ricevuto una formazione adeguata prima dell'entrata in vigore dell'Accordo Stato-Regioni.

Obiettivo

Tutti i lavoratori devono ricevere a cura del proprio datore di lavoro una formazione sufficiente e adeguata in materia di salute e sicurezza.(art.37)Perché la formazione rimanga adeguata è necessario l’aggiornamento.

Durata

L’aggiornamento deve avere una durata di 6 ore nell’arco dei 5 anni successivi all’erogazione della formazione precedente.

Programma del corso

  • Cenni all’Accordo Stato-Regioni 2011 e D.Lgs.n.81/08 in materia di formazione
  • Approfondimenti giuridico-normativi
  • Il sistema aziendale della prevenzione e protezione secondo il D.Lgs.n.81/2008: ruoli, obblighi e organizzazione
  • Diritti e doveri dei soggetti del sistema della prevenzione secondo ilD.Lgs.n.81/2008
  • Aggiornamenti tecnici sui rischi ai quali sono esposti i lavoratori
  • Rischi specifici e approfondimenti richiesti dai lavoratori
  • Contenuti personalizzati per i lavoratori e la loro realtà aziendale.


Validità del corso

Quinquennale.

Verifica finale 

La formazione di aggiornamento prevede una verifica finale che può essere svolta mediante un questionario individuale, esercizi di gruppo o test teorici.

Attestato

Alla conclusione della formazione, i lavoratori ricevono un attestato.
L’attestato dev’essere redatto secondo i criteri specificati nell’Accordo Stato Regioni e secondoad eventuali riferimenti legislativi regionali. 

1.4 - Formazione dei preposti

D.Lgs.n.81/2008 Tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Accordo Stato Regioni per la formazione dei lavoratori, dei preposti e dei dirigenti del 21 dicembre 2011 (art 37 del D.Lgs.n.81/2008)

A chi è rivolta

I preposti della sicurezza devono avere una formazione dedicata, la definizione di preposti è contenuta nell’art. 2 comma1e)

Obiettivo

Tutti i preposti devono ricevere a cura del proprio datore di lavoro una formazione sufficiente e adeguata in materia di salute e sicurezza. (art.37 comma7)
La formazione dei prepostiè aggiuntiva rispetto alla formazione prevista per tutti i lavoratori dall’art. 37 comma 1

Durata
8 ore

Contenuti

  • Principali soggetti del sistema di prevenzione aziendale: compiti, obblighi, responsabilità
  • Relazioni tra i vari soggetti interni ed esterni del sistema di prevenzione
  • Definizione e individuazione dei fattori di rischio
  • Incidenti e infortuni mancati
  • Tecniche di comunicazione e sensibilizzazione dei lavoratori, in particolare neoassunti, somministrati, stranieri
  • Valutazione dei rischi dell'azienda, con particolare riferimento al contesto in cui il preposto opera
  • Individuazione misure tecniche, organizzative e procedurali di prevenzione e protezione
  • Modalità di esercizio della funzione di controllo dell'osservanza da parte dei lavoratori delle disposizioni di legge e aziendali in materia di salute e sicurezza sul lavoro, e di uso dei mezzi di protezione collettivi e individuali messi a loro disposizione.
  • Contenuti personalizzati per l’utente e la sua realtà aziendale
  • Validità del corso
  • La validità della formazione dei preposti è quinquennale.

Verifica finale
La formazione dei preposti prevede una verifica finale da svolgere mediante un questionario individuale.

Attestato
Alla conclusione della formazione, i preposti ricevono un attestato.
L’attestato dev’essere redatto secondo i criteri specificati nell’Accordo Stato Regioni e secondoeventuali riferimenti legislativi regionali.

1.5 - Formazione dei preposti - aggiornamento

D.Lgs.n.81/2008 Tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Accordo Stato Regioni per la formazione dei lavoratori, dei preposti e dei dirigenti del 21 dicembre 2011 (art 37 del D.Lgs.n.81/2008)

A chi è rivolta

Ai preposti della sicurezza che hanno già ricevuto la formazione aggiuntiva prevista dall'Accordo Stato-Regioni.

Obiettivo

Tutti i preposti devono ricevere a cura del proprio datore di lavoro una formazione sufficiente e adeguata in materia di salute e sicurezza. (art.37 comma7)
Perché la formazione rimanga adeguata è necessario l’aggiornamento.

Durata

6 ore

Contenuti

  • Evoluzioni normative in tema di salute e sicurezza sul lavoro
  • Il sistema aziendale della prevenzione e protezione nel D.Lgs. 81/2008: ruoli, obblighi e organizzazione
  • Diritti e doveri dei soggetti del sistema della prevenzione nel D.Lgs. 81/2008
  • I principi della comunicazione efficace
  • Rischi specifici e approfondimenti richiesti dall’utente
  • Contenuti personalizzati per l’utente e la sua realtà aziendale

Validità del corso

La validità dell’aggiornamento della formazione dei preposti è quinquennale.

Verifica finale

La formazione dei preposti prevede una verifica finale da svolgere mediante un questionario individuale.

Attestato

Alla conclusione della formazione, i preposti ricevono un attestato.
L’attestato dev’essere redatto secondo i criteri specificati nell’Accordo Stato Regioni e secondo eventuali riferimenti legislativi regionali.

 

1.6 - Formazione dei dirigenti della sicurezza

D.Lgs.n.81/2008 Tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Accordo Stato Regioni per la formazione dei lavoratori, dei preposti e dei dirigenti del 21 dicembre 2011 (art 37 del D.Lgs.n.81/2008)

A chi è rivolta

I dirigenti della sicurezza devono avere una formazione dedicata, la definizione di dirigenti della sicurezza è contenuta nell’art. 2

Obiettivo

I dirigenti della sicurezza che hanno l’onere di organizzare in modo adeguato e sicuro l’utilizzo delle strutture e i mezzi messi a disposizione dal datore di lavoro devono avere un percorso di formazione specifico.

Durata

16 ore

Contenuti

Modulo 1. Gestione ed organizzazione della sicurezza

  • Il sistema legislativo in materia di sicurezza dei lavoratori
  • I soggetti della sicurezza: compiti, obblighi e responsabilità e tutela assicurativa
  • La delega di funzioni
  • La responsabilità civile e penale e la tutela assicurativa
  • La responsabilità amministrativa - D.Lgs.n. 231/2001
  • Sistemi di qualificazione delle imprese
  • Sistema pubblico di prevenzione

Modulo 2. Gestione ed organizzazione della sicurezza

  • Modelli di organizzazione e Gestione
  • Organizzazione tecnico amministrativa
  • Gestione delle emergenze
  • Vigilanza e dirigenti
  • RSPP

Modulo 3. Individuazione e valutazione dei rischi

  • Tutela della sicurezza e la salute - rischio, pericolo e danno
  • Individuazione e valutazione dei rischi: criteri e strumenti
  • Valutazione dei rischi: fattori di rischio particolari
  • DUVRI
  • Incidenti e infortuni mancati
  • Misure di prevenzione e protezione e sorveglianza sanitaria
  • Misure tecniche, organizzative e procedurali
  • DPI
  • La tutela assicurativa dei lavoratori

Modulo 4. Comunicazione, formazione e consultazione dei lavoratori

  • Informazione formazione e addestramento
  • Comunicazione
  • Dinamiche di gruppo
  • RLS nomina, elezioni
  • Consultazione e partecipazione RLS


Validità del corso

La validità della formazione dei dirigenti è quinquennale.

Verifica finale

La formazione dei dirigenti prevede una verifica finale svolta mediante questionario individuale 

Attestato

Alla conclusione della formazione, i preposti ricevono un attestato.
L’attestato dev’essere redatto secondo i criteri specificati nell’Accordo Stato Regioni e secondo eventuali riferimenti legislativi regionali.

 

1.7 - Formazione dirigenti della sicurezza - aggiornamento

D.Lgs.n.81/2008 Tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Accordo Stato Regioni per la formazione dei lavoratori, dei preposti e dei dirigenti del 21 dicembre 2011 (art 37 del D.Lgs.n.81/2008)

A chi è rivolta

Ai dirigenti che hanno già ricevuto la formazione prevista dall’art. 37

Obiettivo

Tutti i dirigenti devono ricevere a cura del proprio datore di lavoro una formazione sufficiente e adeguata in materia di salute e sicurezza.(art.37 comma7)
Perché la formazione rimanga adeguata è necessario l’aggiornamento.

Durata

6 ore

Contenuti

  • Evoluzioni normative in tema di salute e sicurezza sul lavoro
  • Il sistema aziendale della prevenzione e protezione nel D.Lgs.n.81/2008: ruoli, obblighi e organizzazione
  • Misure di prevenzione e protezione adottata
  • Rischi specifici e approfondimenti richiesti dall’utente
  • Contenuti personalizzati per l’utente e la sua realtà aziendale, con riferimento ai compiti del Dirigente

Validità del corso


La validità dell’aggiornamento della formazione deidirigenti è quinquennale.

Verifica finale 

La formazione dei dirigenti prevede una verifica finale da svolgere mediante un questionario individuale.

Attestato

Alla conclusione della formazione, i dirigenti ricevono un attestato.
L’attestato dev’essere redatto secondo i criteri specificati nell’Accordo Stato Regioni e secondo eventuali riferimenti legislativi regionali.

1.8 - Formazione anticendio rischio basso

D.Lgs.n.81/2008 Tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

A chi è rivolta

A tutti i lavoratori nominati come addetti antincendio in aziende con attività a rischio incendio basso.
Le aziende con attività a rischio incendio bassosono quelle che utilizzano sostanze scarsamente infiammabili, dove le condizioni di esercizio offrono scarsa possibilità di sviluppo di focolai e non sussistono probabilità di propagazione delle fiamme.

Obiettivo

Tutti i lavoratori devono ricevere a cura del proprio datore di lavoro una formazione sufficiente e adeguata in materia di salute e sicurezza. (art.37).
Inoltre l’art. 7 del D.M. 10 marzo 1998, a cui l’art. 46 del D.Lgs.n.81/2008 rimanda, prevede che ciascun lavoratore addetto all’antincendio frequenti un corso apposito.

Durata

4 ore, come definito dal D.M. 10 marzo 1998.

Contenuti

I contenuti di questo corso sono:

1) L'INCENDIO E LA PREVENZIONE

  • principi della combustione
  • prodotti della combustione
  • sostanze estinguenti in relazione al tipo di incendio
  • effetti dell'incendio sull'uomo
  • divieti e limitazioni di esercizio
  • misure comportamentali

2) PROTEZIONE ANTINCENDIO E PROCEDURE DA ADOTTARE IN CASO DI INCENDIO

  • principali misure di protezione antincendio
  • evacuazione in caso di incendio
  • chiamata dei soccorsi

3) ESERCITAZIONI PRATICHE

  • presa visione e chiarimenti sugli estintori portatili
  • istruzioni sull'uso degli estintori portatili

Validità del corso 

La formazione antincendio deve essere aggiornata, ma la frequenza di aggiornamento viene definita dal datore di lavoro e RSPP in relazione alla valutazione del rischio specifico presente in azienda.

Verifica finale

Il corso di formazione prevede una verifica finale che viene svolta mediante questionario individuale.

Attestato

Alla conclusione della formazione, i lavoratori ricevono un attestato.

1.9 - Formazione sulla norma OHSAS 18001:2007

Cos’è la OHSAS 18001

La norma OHSAS 18001:2007 specifica i requisiti di un sistema di gestione sulla salute e la sicurezza sul lavoro.

Chi riceve la formazione / destinatari

Questo corso è particolarmente consigliato a chi si occupadell’aggiornamento del sistema di gestione sulla salute e la sicurezza sul lavoro o a chi deve introdurlo (Responsabili di sistemi di gestione per la sicurezza, RSPP, datori di lavoro, dirigenti, RLS …).

Chi eroga la formazione

Il personale di Sagitta ha l’esperienza e la competenza necessarie.

Obiettivo

Comprendere le basi dei sistemi di gestione sulla salute e la sicurezza sul lavoro
Comprendere la struttura della OHSAS 18001
Identificare i vantaggi di un'efficace gestione della salute e sicurezza
Comprendere i requisiti dello standard
Identificare i passi successivi verso la certificazione

Prerequisiti

Nessuno

Vantaggi

Introdurre un efficace sistema di gestione sulla salute e la sicurezza sul lavoro.

---------- 2 - FORMAZIONE QUALITA'

2.1.- Formazione sulla norma UNI EN ISO 9001:2015 ---- NOVITA' ----

Cos’è la UNI EN ISO 9001:2015
La norma UNI EN ISO 9001 è la norma più diffusa al mondo e specifica i requisiti di un sistema di gestione per la qualità.
La nuova edizione del 2015 sostituisce la precedente del 2008.

Chi riceve la formazione / destinatari

Chiunque svolga un ruolo che ha impatto sulla qualità del servizio proposto al cliente.
Questo tipo di formazione è particolarmente consigliata a chi dovrà progettare ed attuare le modifiche al sistema qualità esistente per garantirne la conformità ai requisiti della nuova edizione 2015 della norma. 
Ad esempio: responsabili del sistema di gestione per la qualità, responsabili della produzione, operatori dell'area progettazione, etc.

Chi eroga la formazione

Il personale di Sagitta ha l’esperienza e la competenza necessarie.

Obiettivo

Esplicitare le differenze fra le due edizioni della norma, il loro significato e l’impatto sull’organizzazione.

Chiarire il significato dell’approccio Risk Based Thinking.

Elaborare un modello operativo per l'analisi di contesto dell'organizzazione

Approfondire il significato dell’approccio per processi

Prerequisiti

Nessuno

Vantaggi

Gestire efficacemente la transizione del sistema qualità dalla norma UNI EN ISO 9001:2008 all’edizione 2015.

---------- 3 - FORMAZIONE AMBIENTE

3.1.- Formazione sulla norma UNI EN ISO 14001:2015 ---- NOVITA’ ----

maninaCos’è la UNI EN ISO 14001:2015
La norma UNI EN ISO 14001 è la norma che specifica i requisiti di un sistema di gestione ambientale.
La nuova edizione del 2015 sostituisce la precedente del 2008.

Chi riceve la formazione / destinatari

Chiunque svolga un ruolo che ha impatto sulle prestazioni ambientali dell’azienda.
Questo tipo di formazione è particolarmente consigliata a chi a chi dovrà progettare ed attuare le modifiche al sistema di gestione ambientale esistente per garantirne la conformità ai requisiti della nuova edizione 2015 della norma.
Ad esempio: responsabili del sistema di gestione ambientale, rappresentanti della direzione per l’ambiente, etc.

Chi eroga la formazione

Il personale di Sagitta ha l’esperienza e la competenza necessarie.

Obiettivo

  • Conoscere il nuovo approccio del sistemi di gestione ambientale secondo la norma ISO 14001:2015
  • Conoscere le principali novità della norma ISO 14001:2015
  • Avere indicazioni per l’aggiornamento del sistema di gestione ambientale
  • Pianificare le tempistiche di adeguamento.

Prerequisiti

Nessuno

Vantaggi

Riuscire a gestire efficacemente la transizione della norma UNI EN ISO 14001 dall’edizione 2004 all’edizione 2015.

---------- 4 - FORMAZIONE - ALTRE NORME

4.1 - Formazione norma SA 8000:2014

Cos’è

La norma SA 8000:2014 specifica i requisiti di un sistema di gestione di responsabilità sociale.

Chi riceve la formazione / destinatari

Questo corso è particolarmente consigliato a chi deve progettare ed introdurre in azienda un sistema di gestione SA8000 e anche a chi deve aggiornare il sistema esistente adeguato all’edizione precedente della norma.

Chi eroga la formazione

Il personale di Sagitta ha l’esperienza e la competenza necessarie.

Obiettivo

  • Conoscere i contenuti della norma SA8000
  • Analizzare i requisiti della nuova norma SA8000:2014 in confronto con l’edizione precedente della norma
  • Fornire informazioni sui cambiamenti della versione 2014
  • Analizzare le integrazioni con i sistemi di gestione per la qualità, l’ambiente e la salute e sicurezza dei lavoratori

Prerequisiti

Nessuno

Vantaggi

Introdurre un efficace sistema di gestione di responsabilità sociale

4.2 - Formazione norma UNI EN ISO 19011:2012

Cos’è

La norma UNI EN ISO 19001:2012 è una linea guida per la conduzione di audit dei sistemi di gestione.
I sistemi di gestione possono essere quello della qualità, dell’ambiente, dell’etica o della sicurezza e salute dei lavoratori. Gli audit possono essere di prima, seconda o terza parte.

Chi riceve la formazione / destinatari

Tutti coloro che partecipano alla conduzione di audit, di qualsiasi sistema di gestione aziendale di prima, seconda o terza parte.
In particolare questa formazione è strettamente consigliata a chi:

  • ha la responsabilità degli audit dei sistemi di gestione aziendale
  • seleziona i fornitori
  • ha necessità di monitorare le forniture di prodotti o servizi critici affidati a fornitori.


Chi eroga la formazione

Il personale di Sagitta ha l’esperienza e la competenza necessarie.

Obiettivo

  • Conoscenza dei requisiti della norma UNI EN ISO 19011:2012
  • Conoscenza delle metodologie e dei processi di audit propri della UNI EN ISO 19011, applicati ai sistemi di gestione
  • Informazioni sulle capacità attitudinali richieste per tutte le fasi dell’audit: pianificazione, organizzazione, comunicazione e gestione, ecc.

Prerequisiti

Nessuno

Vantaggi

Saper condurre efficacemente l’attività di auditing in azienda

Ambiente

La norma UNI EN ISO 14001 è lo standard per la certificazione di Sistema di Gestione Ambientale per le organizzazioni di tutte le dimensioni. Basata sulla metodologia PDCA –Plan, Do, Check, Act - fornisce un quadro sistematico per l’integrazione delle pratiche a protezione dell’ambiente.

Un’organizzazione che lavora rispettando l’ambiente dimostra una maggior competenza degli aspetti operativi e, certamente migliora la sua immagine e, soprattutto, la sua reputazione.

La capacità di gestire un’organizzazione rispettando contemporaneamente l’ambiente è un elemento di gestione del rischio operativo, compreso quello di violare delle normative ambientali.

Le principali modifiche dell’edizione 2015 della norma UNI EN ISO 14001 sono:

  • il riferimento alla HLS, High Level Structure, cioè ad una struttura comune ad altri schemi di certificazione
  • il concetto di Risk Based Thinking come criterio per definire le caratteristiche specifiche di ogni sistema di gestione

Il periodo di transizione della certificazione all’edizione 2015 è di36 mesi dalla data di pubblicazione della versione finale e terminerà a settembre 2018 quando tutte le certificazioni rilasciate ai sensi della UNI EN ISO 14001:2008 non saranno più valide.

1 - Certificazione di sistema UNI EN ISO 14001:2015 – Sistema di gestione ambientale

Cos’è

E’ l’assicurazione scritta, rilasciata da una parte terza come un ente di certificazione, che garantisce la conformità del sistema di gestione ambientale alla norma internazionale UNI EN ISO 14001:2015.

Chi si può certificare

La norma UNI EN ISO 14001 che descrive il sistema di gestione ambientale si applica a tutte le organizzazioni indipendentemente dal tipo, dal prodotto o servizio e dalla loro dimensione.

Obiettivo

  • Avere a disposizione un strumento per la gestione dell’impatto ambientale generato dalle attività dell’azienda
  • Costruire un modello organizzativo: individuando i processi critici per l’ambiente e pianificandone la gestione orientata al miglioramento dell’impatto ambientale.

Vantaggi

  • Supportare l’organizzazione nell’adempimento dei propri obblighi di conformità legislativa verso l’ambiente
  • Proteggere l’ambiente mediante la prevenzione o mitigazione di impatti ambientali negativi
  • Migliorare le prestazioni ambientali
  • Comunicare informazioni ambientali alle parti interessate rilevanti
  • Raggiungere benefici finanziari e operativi

Come si fa

  • Audit di conformità legislativa, prerequisito per l’applicazione di un sistema di gestione ambientale
  • Audit dell’esistente in termini documentali e di competenza
  • A partire dalle attività descritte nel campo di applicazione, effettuazione di un’analisi dei rischi e degli aspetti ambientali presenti
  • Redazione della politica ambientale e degli obiettivi conseguenti
  • Preparazione delle procedure e delle istruzioni di lavoro per il controllo dei rischi emersi e degli aspetti ambientali risultati significativi e per la gestione delle emergenzeApplicazione pratica del sistema di gestione ambientale con l’accurata registrazione delle attività
  • Attività di sorveglianza, monitoraggio e reporting

 Le principali differenze con l'edizione ISO14001:2004

  • la struttura della norma segue il nuovo indice della HLS, articolato in 10 capitoli e comune a tutte le future norme di sistema oltre all’attuale UNI EN ISO 9001:2015. E’ la HLS High Level Structure.
  • prestazioni ambientali: si esplicita chiaramente come, tra i risultati del sistema di gestione debba essere compreso l'accrescimento delle prestazione ambientali dell'organizzazione.
  • Il contesto dell'organizzazione, è una novità assoluta e fondamentale, introdotta dalla HLS per tutti i Sistemi di Gestione: l'organizzazione deve analizzare i fattori che incidono sulla sua capacità di ottenere quanto stabilito. I fattori comprendono le condizioni ambientali e le loro variazioni, ma anche il contesto tecnologico, finanziario, politico, sociale, ecc. 
  • Enfasi sulla leadership
  • Rischi e opportunità: anche questa è una novità importante e comune a tutti i sistemi di gestione.
    L'organizzazione deve determinare quali rischi ed opportunità  devono essere affrontati per ottenere i risultati attesi. Rischi e opportunità devono essere considerati nella scelta degli obiettivi ambientali.
  • La prospettiva del ciclo di vita: non proprio una Life Cycle Analysis secondo le norme della famiglia ISO14040, ma un’analisi specifica di questi aspetti.
  • Comunicazione: l'organizzazione deve definire un processo di comunicazione interna ed esterna.

Dispositivi medici

Secondo il nuovo Regolamento (UE) 2017/745 del Parlamento europeo e del Consiglio del 5 aprile 2017 relativo ai dispositivi medici un dispositivo medico è definito come:
qualunque strumento, apparecchio, apparecchiatura, software, impianto, reagente, materiale o altro articolo, destinato dal fabbricante a essere impiegato sull'uomo, da solo o in combinazione, per una o più delle seguenti destinazioni d'uso mediche specifiche:

  • diagnosi, prevenzione, monitoraggio, previsione, prognosi, trattamento o attenuazione di malattie
  • diagnosi, monitoraggio, trattamento, attenuazione o compensazione di una lesione o di una disabilità
  • studio, sostituzione o modifica dell'anatomia oppure di un processo o stato fisiologico o patologico

  • fornire informazioni attraverso l'esame in vitro di campioni provenienti dal corpo umano, inclusi sangue e tessuti donati, 
e che non esercita nel o sul corpo mano l'azione principale cui è destinato mediante mezzi farmacologici, immunologici o metabolici, ma la cui funzione può essere coadiuvata da tali mezzi. 


Sono dispositivi medici anche i prodotti specificamente destinati alla pulizia, disinfezione o sterilizzazione dei dispositivi medici.

Anche gli accessori dei dispositivi medici sono dispositivi medici, come era già nella direttiva 93/42/CEE abrogata da questo Regolamento. forse serve un link anche sul nome della direttiva, tanto per chiarire che è ancora in vigore per un pò, ecc.ecc. La definizione è però stata ampliata:

accessorio di un dispositivo medico: un prodotto che, pur non essendo esso stesso un dispositivo medico, è destinato dal fabbricante a essere utilizzato con uno o più dispositivi medici specifici, per permettere in particolare che questi ultimi siano impiegati conformemente alla loro destinazione d'uso, oppure per assistere specificamente e direttamente la funzionalità sul piano medico del dispositivo o dei dispositivi medici in relazione alla loro destinazione d'uso.

Scopo del Regolamento 2017/745 è stabilire le norme per l'immissione sul mercatodei dispositivi medici per uso umano e dei loro accessori.
I dispositivi conformi alle prescrizioni del Regolamento recano la marcatura CE di conformità.

1 - Marcatura CE

La marcatura CE di un dispositivo medico è posta sul dispositivo quando esso è conforme ai requisiti del Regolamento 2017/745 e dev’essere apposta prima dell'immissione del dispositivo sul mercato.
Se del caso, la marcatura CE è seguita dal numero di identificazione dell'organismo notificato che è stato incaricato delle procedure di valutazione della conformità del dispositivo medico.
Quando il dispositivoè disciplinato anche da altre Direttive o Regolamenti dell'Unione europea che prevedono anch'essi l'apposizione della marcatura CE, allora la marcatura indica che i dispositivi rispettano contemporaneamente le prescrizioni di tutti gli atti legislativi.

Gli obblighi dei fabbricanti di dispositivi medici sono:

- individuare la classe del dispositivo secondo le regole di classificazione dell’allegato VIII
- documentare, attuare e mantenere un sistema di gestione del rischio → allegato I
- effettuare una valutazione clinica → allegato XIV
- documentare e mantenere aggiornata la documentazione tecnica → allegati II e III
- quando la conformità alle prescrizioni è dimostrata, scrivere una dichiarazione di conformità UE e apporre la marcatura CE
- costruire un sistema di gestione della qualità che definisca l’organizzazione e le competenze necessarie a garantire la qualità di processi e risorse necessari per soddisfare e mantenere i requisiti del Regolamento 2017/745

2 - Certificazione di sistema UNI CEI EN ISO 13485:2016 - Dispositivi medici

Cos’è
E’ l’assicurazione scritta, rilasciata da una parte terza come un ente di certificazione, che garantisce la conformità del sistema di gestione della qualità alla norma internazionale UNI CEI EN ISO 13485.

Chi si può certificare
Questa norma si applica alle organizzazioni che forniscono dispositivi medici e relativi servizi.

Obiettivo
Garantire la capacità dell’organizzazione di mantenere requisiti e livelli di qualità del prodotto e del servizio costanti, conformi ai requisiti dei clienti ed ai requisiti regolamentari applicabili
In funzione della criticità del prodotto medicale: permettere la marcatura del dispositivo medico.

Vantaggi

  • Costruire un sistema di gestione della qualità a sostegno della qualità e sicurezza del prodotto.

In particolare:

  • Migliorare il processo di progettazione del dispositivo medico: 
    • Fascicolo tecnico di prodotto conforme alla NB-MED/2.5.1/Rec5, 2000  
    • Gestione del rischio della progettazione secondo la norma UNI CEI EN ISO 14971
    • Gestione delle modifiche della progettazione secondo NB-MED/2.5.2/Rec2, 2008
  • Miglioramento del processo di produzione del dispositivo medico:(i bullet seguenti devono essere più interni a questo)
    • Gestione del rischio della produzione secondo la norma UNI CEN EN ISO 14971
    • Identificazione e rintracciabilità dei lotti e dei prodotti
    • Gestione delle informazioni di ritorno dal mercato
    • Clinical evaluation report conforme a MEDDEV 2.7/1 Rev4, giugno 2016, Clinical Evaluation: a guide for manufacturers and notified bodies
    • Clinical investigation report conforme a MEDDEV 2.7/4, dicembre 2010, Clinical Investigation. Guidelines on clinical investigation: guide for manufacturers and notified bodies
  • Gestire gli audit non annunciati secondo Guideline V2.3, 2014 Interim NBMed consensus versione

 

 

Cosmetici

L’industria cosmetica ha esigenze specifiche di gestione delle pratiche operative, infatti fa riferimento alle Buone Pratiche di Fabbricazione riferendosi alle competenze organizzative specifiche necessarie.

La linea guida UNI EN ISO22716 intende proprio “offrire consigli organizzativi e pratici per la gestione dei fattori umani, tecnici e amministrativi che influenzano la qualità dei prodotti.”

Sono strutturate secondo il flusso operativo, dal ricevimento delle materie prime, alla spedizione dei prodotti.
Sono specificatamente dedicate alle organizzazioni che si occupano di produzione, controllo, conservazione e spedizione di prodotti cosmetici.
Non comprendono invece gli aspetti della sicurezza del personale o della tutela dell’ambiente dell’azienda cosmetica.

1 - UNI EN ISO 22716:2008 - Cosmetici - Pratiche di Buona Fabbricazione

(Good Manufacturing Practices GMP)

Cos’è

E’ una norma che fornisce le linee guida per la produzione, il controllo, l’immagazzinamento e la spedizione dei prodotti cosmetici.

Chi si può certificare

Queste linee guida sono dedicate all’industria cosmetica e riguardano la gestione dei fattori umani, tecnici e amministrativi che influenzano la qualità dei prodotti.

Obiettivo

  • Costruire un sistema di buone pratiche di fabbricazione del prodotto cosmetico sviluppando il concetto di assicurazione della qualità attraverso la descrizione delle attività dello stabilimento basata sul solido giudizio scientifico e sulle valutazione dei rischi.
  • Garantire la capacità dell’organizzazione di mantenere requisiti e livelli di qualità costanti per il prodotto cosmetico
  • Sostenere la conformità dell’azienda al REGOLAMENTO (CE) n. 1223/2009 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 30 novembre 2009 sui prodotti cosmetici.

Vantaggi

  • Definire i livelli di competenza del personale attivo nei settori critici per la qualità del prodotto cosmetico
  • Monitorare il livello di igiene e salute del personale relativamente alla qualità del prodotto cosmetico
  • Monitorare la conformità dei locali di produzione: strutture, pulizia, igienizzazione. manutenzione
  • Monitorare la qualità delle macchine, delle apparecchiature e degli strumenti di misura
  • Miglioramento del processo di produzione del prodotto cosmetico
    - Criteri di identificazione e rintracciabilità dei lotti
    - Gestione della conservazione, rilascio, spedizione, non conformità, difettosità e reso dei prodotti cosmetici
    - Gestione delle attività in subappalto (outsourcing) 

 

 

COSMETICI FORMAZIONE